Quando le parole saranno poco chiare, io potrò far chiarezza con le foto. Quando le immagini saranno inadeguate, io potrò solo stare in silenzio. – Ansel Adams –
Fotografia di Opere d’Arte ed Interni – L’Archivio
la fotografia è il linguaggio nascosto dell’arte
Una fotografia quando riproduce l’arte la trasporta, la rende visibile e la diffonde tra i popoli. Di lei parla e con lei racconta ciò che l’artista ha seminato in lei. Certo, non trasmetterà tutta l’emozione che si vive in sua presenza. Chi può farlo? Come descrivere a parole le sensazioni e le emozioni che si provano davanti al Davide di Michelangelo o all’urlo di Munch. Non si può e non può farlo nemmeno la fotografia. La fotografia potrà invece evidenziare i dettagli, enfatizzare le atmosfere e svelare le parti più intime e nascoste dell’opera.
Fotografare opere d’arte mi emoziona moltissimo. Mi richiama, mi coinvolge e al tempo stesso mi confina e mi rende umile. Rappresentare senza mai prevaricare in un totale rispetto. Rendermi permeabile per far fluire tutte le emozioni che l’opera mi infonde e riportarle negli scatti che la rappresentano. Un gioco, uno scambio nel cogliere e restituire, un trasmettere e svelare quel dialogo tra l’artista ed il suo pubblico. Ed io non sono altro che un tramite.
il punto d’incontro tra la danza e la fotografia è nell’esatto istante in cui i danzatori raggiungono la loro massima intensità; il poter fermare il tempo in quel preciso momento mi da la possibilità di apprezzare appieno tutta l’eleganza e l’armonia del movimento, ed è fantastico!